“Decreto Balduzzi” e dibatto medico e scientifico

“DECRETO BALDUZZI”

 

Foto-Cassetta-Primo-soccorso_4199732qDedichiamo una sezione speciale alle norme in materia di salute e di prevenzione sanitaria in ambito sportivo e subacqueo.

Nella Gazzetta Ufficiale n° 169 del 20 luglio 2013 è stato pubblicato il decreto ministeriale 24 aprile 2013 recante “Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita“. Si tratta del regolamento di attuazione dell’art. 7, comma 11, del D.L. 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla L. 8 novembre 2012, n. 189 (cd. “Decreto Balduzzi”).

Successivamente, con la legge di conversione del cd. “Decreto del Fare” (D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito con modificazioni in L. 9 agosto 2013, n. 98), è stato abolito l’obbligo di certificazione medica per le attività ludico-motorie ed amatoriali. Gli articoli di questa sezione vogliono offrire un approfondimento aggiornato su questi interventi legislativi.

Nel seguito riportiamo gli articoli che abbiamo dedicato all’argomento.

- DECRETO SULLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E CERTIFICATI MEDICI
Pubblicato da Thomas Tiefenbrunner in Attualità • 6/11/2013

- DECRETO BALDUZZI: ABROGATO L’OBBLIGO DI CERTIFICAZIONE MEDICA PER LE ATTIVITA’ AMATORIALI E LUDICO-MOTORIE
Pubblicato da Fabrizio de Francesco – Giancarlo d’Adamo – Thomas Tiefenbrunner in Attualità • 10/9/2013

- L’ATTUAZIONE DEL “DECRETO BALDUZZI” SU CERTIFICATI MEDICI E DEFIBRILLATORI: UN PRIMO COMMENTO
Pubblicato da Fabrizio de Francesco – Giancarlo d’Adamo – Thomas Tiefenbrunner in Attualità • 13/5/2013

- DECRETO BALDUZZI: IL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE
Pubblicato da Staff Diritto & Subacquea in Attualità • 23/7/2013

- DECRETO BALDUZZI: AGGIORNAMENTI DALLE REGIONI PUGLIA E MARCHE
Pubblicato da Thomas Tiefenbrunner in Attualità • 2/8/2013

- DEFIBRILLATORI: LA LEGGE DELLA REGIONE TOSCANA
Pubblicato da Thomas Tiefenbrunner in Attualità • 27/5/2013

- DECRETO BALDUZZI: INCONTRO ALLA SCUOLA DELLO SPORT DI BOLZANO
Pubblicato da Thomas Tiefenbrunner in Attualità • 18/6/2013

IL DIBATTITO MEDICO E SCIENTIFICO

Il “Decreto Balduzzi” ha aperto un dibattito sull’impatto cardio-vascolare di alcune discipline sportive e soprattutto della subacquea e dell’apnea.

Diritto & Subacquea è lieta di ospitare su questo sito un dibattito a più voci tra i migliori medici sportivi, subacquei, iperbarici, legali e cardiologi italiani.

Il primo contributo che pubblichiamo è un’intervista di Fabrizio de Francesco al prof. Alessandro Marroni, President & C.E.O e Chief Medical Officer di DAN Europe Foundation e President di International Divers Alert Network.

- RELAZIONE DEL PROF. MAURIZIO SCHIAVON: L’IMMERSIONE SUBACQUEA E’ AD ALTO IMPEGNO CARDIOVASCOLARE?
(24/7/2013)

Clicca qui per leggere la relazione

Dopo l’intervista al prof. Alessandro Marroni dell’8 luglio scorso, continuiamo con gli approfondimenti sull’impatto cardiovascolare delle attività subacquee con la relazione del prof. Maurizio Schiavon del Centro di Medicina dello Sport e delle Attività Motorie di Padova e docente al Master di Medicina Subacquea e Iperbarica, Scuola Sant’Anna di Pisa, che ringraziamo per l’intervento.
Continuate a seguirci!

-Fabrizio de Francesco-

INTERVISTA AL PROF. ALESSANDRO MARRONI
(8/7/2013)

Come ormai tutti sanno, lo scorso 26 aprile 2013 è stato firmato il regolamento di attuazione del cd. “Decreto Balduzzi” (art. 7, comma 11, del D.L. 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla L. 8 novembre 2012, n. 189), contenente la “Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita”.
Il Decreto Balduzzi rappresenta un’importante novità e dovrà far acquisire a tutti gli operatori della subacquea una maggiore consapevolezza sui rischi dell’attività e sulle modalità di corretto accertamento dell’idoneità psico-fisica dei praticanti.
Nel primo commento pubblicato su questo sito avevamo da subito colto un elemento di dubbio, suscitato dalla lettura dell’art. 4 del decreto, il quale – disciplinando i certificati non agonistici rilasciati per attività svolte nell’ambito del CONI o delle Federazioni ed Enti di promozione sportiva – prevede obblighi di certificazione medica particolarmente approfonditi (comprensivi di accertamenti quali la rilevazione della pressione arteriosa, un elettrocardiogramma basale, uno step up o un test ergometrico con monitoraggio dell’attività cardiaca ed “altri accertamenti che il medico certificatore riterrà necessario per i singoli casi”) per le attività sportive ad elevato impegno cardiovascolare. Il decreto fa l’esempio delle manifestazioni podistiche di lunghezza superiore ai 20km, delle “granfondo” di ciclismo, nuoto o sci di fondo ma poi estende il concetto anche alle “altre tipologie analoghe”. Da giuristi, ci siamo subito chiesti se in quest’ultima categoria può rientrare la subacquea (o quantomeno, la subacquea “tecnica”). E l’apnea?
Il compito di rispondere alle domande dei giuristi però spetta, in questo caso, alla scienza medica. Diritto & Subacquea ha pertanto coinvolto i cardiologi ed i migliori medici subacquei, iperbarici, sportivi, legali, per far nascere un dibattito. Per cominciare, a bbiamo avuto l’onore e il piacere di intervistare il prof. Alessandro Marroni, President & C.E.O e Chief Medical Officer di DAN Europe Foundation e President di International Divers Alert Network.

-Fabrizio de Francesco-

D&S: Prof. Marroni, come giudica in generale il decreto Balduzzi, di cui è recentemente uscito il regolamento attuativo?

Dal punto di vista specifico della medicina subacquea aiuta a chiarire un poco, ma non in modo sufficiente, il quadro e gli adempimenti necessari per ottenere il rispetto sia della legge, sia delle norme di buona tecnica e sicurezza relative all’immersione.

D&S: In ambito subacqueo salta all’occhio il riferimento allo “specialista di branca” per il rilascio delle certificazioni mediche che richiedono un maggiore approfondimento: si va verso il riconoscimento della specializzazione in Medicina subacquea anche in ambito ricreativo?

Questo è un aspetto positivo del decreto, che, anche se non cita espressamente le singole specialità, consente di includere la Medicina Subacquea ed Iperbarica nel novero. In ambito di diving industriale la specialità è espressamente riconosciuta, quindi, pur se indirettamente, credo che il decreto stia andando nella direzione giusta.

D&S: L’art. 4 del decreto attuativo prevede obblighi di certificazione medica per attività non agonistica particolarmente aggravati per le attività sportive ad elevato impegno cardiovascolare: la subacquea e l’apnea possono rientrare in questa ipotesi?

Il decreto parla di nuoto. Ritengo che l’attività subacquea possa ben essere definita come “nuoto subacqueo”! Inoltre, in determinate e non infrequenti circostanze la richiesta energetica e di performance cardio-vascolare dell’immersione è significativa, sia in apnea che con autorespiratore. Giusto quindi inserirla fra le attività che possono richiedere un elevato impegno cardio-vascolare, anche in modo imprevedibile e repentino.

D&S: La subacquea e l’apnea possono richiedere uno sforzo fisico paragonabile alle manifestazioni podistiche di lunghezza superiore ai 20km o alle “granfondo” di ciclismo, nuoto o sci di fondo?

Come dicevo, anche nel corso di un’immersione tranquilla, le condizioni meteomarine, logistiche, procedurali, fisiche e fisiologiche possono variare, spesso in modo imprevedibile e imprevisto. Non ha senso credere che basti immergersi solo in condizioni ambientali di assoluta tranquillità per evitare impreviste e immediate richieste di una performance fisica elevata. Sarebbe imprudente e superficiale dimenticare che l’acqua (ed il sott’acqua a maggior ragione) per l’uomo è un ambiente innaturale e straordinario. Se questo vale per la “tranquilla” immersione ricreativa, varrà, a maggior ragione, per la tipologia di immersione avanzata, sia in apnea che con apparati di respirazione subacquea.

D&S: Secondo la sua esperienza, lo “stato dell’arte” ed il dibattito scientifico e interdisciplinare fra gli specialisti in medicina dello sport, medicina subacquea e iperbarica, medicina legale, cardiologia, è oggi ad un livello tale da poter dare ai giuristi delle risposte soddisfacenti su questo tema?

Per quanto riguarda l’aspetto della medicina subacquea ed iperbarica in sé, di sicuro sì, se solo il dibattito scientifico fosse adeguatamente ascoltato o se, anche, ci si limitasse a recepire ed adottare le norme e le linee guida europee ed internazionali. Meno efficace purtroppo, e non sempre per parte della medicina subacquea ed iperbarica, l’ascolto interdisciplinare.

D&S: Quale consiglio finale possiamo dare ai subacquei?

Adottare lo spirito del decreto per il suo significato reale e non alla lettera. L’immersione impone la necessità di interagire in sicurezza con un ambiente straordinario che a sua volta impone regole diverse da quello abituale. Questi aspetti particolari richiedono competenze specifiche, nella fattispecie quelle che possiede solo uno specialista che si sia dedicato alla materia. Il numero di questi specialisti è ormai piuttosto elevato in Italia (per non parlare del resto d’Europa, dove sono anche pubblicati elenchi di libero accesso) ed è virtualmente possibile per ogni subacqueo trovare il “suo” medico subacqueo di fiducia a non eccessiva distanza da casa. E’ in programma un’azione congiunta fra la Società Italiana di Medicina Subacquea e Iperbarica e DAN Europe per pubblicare una lista degli specialisti e degli esperti in medicina subacquea in Italia. Ogni subacqueo ricordi che proteggere la sua salute e la sua sicurezza non è solo un suo diritto, ma anche un dovere nei confronti degli altri con cui si immerge e che un approccio superficiale e incauto al problema può non solo rovinare una bella giornata di immersione, ma degenerare anche in ben più gravi problemi.

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Questi i siti, citati nell’intervista, della Società Italiana di Medicina Subacquea e Iperbarica (www.simsi.org) e di DAN Europe (www.daneurope.org).

DAN Europe