Progetti no-profit

Diritto & Subacquea – nella convinzione che occuparsi di diritto e di mare significhi anche senzibilizzare i subacquei su temi di utilità generale – si onora di ospitare su questo sito e di promuovere iniziative di carattere sociale e ambientale, per la tutela del mare e per la realizzazione della persona umana. Quelli presenti in questa pagina sono alcuni progetti che ci stanno a cuore. Invitiamo chiunque abbia interesse a segnalarci un progetto o un’idea a contattarci (nella sezione “Consulenza e contatti“)

I CAVALLUCCI DI NOLI

Ospitiamo e promuoviamo il progetto “I cavallucci di Noli” che si propone di studiare e tutelare i cavallucci marini, specie protetta, presente in Liguria nei fondali del Comune di Noli (SV).
Il progetto è a cura di Marzia Bo, Federico Betti e Luca Turchetto, con la collaborazione di Divenjoy di Noli.

Per informazioni, potete contattare Luca Turchetto: luca_turchetto@yahoo.it


SUBACQUEA PER NON VEDENTI: L’ASSOCIAZIONE “ALBATROS PROGETTO PAOLO PINTO” ALL’EUDI SHOW 2013

Pubblicato da Fabrizio de Francesco 19/2/2013

Domenica scorsa, all’EUDI SHOW 2013 di Milano, ho avuto modo di consocere personalmente l’Associazione “Albatros Progetto Paolo Pinto” che si occupa di subacquea per non vedenti ed ha ideato e sviluppato una nuovissima metodologia didattica per tale insegnamento (clicca qui per accedere al sito dell’Associazione). Ora, leggendo sul sito dell’Associazione, ho appreso che il progetto nasce per commemorare un collega, l’avvocato barese Paolo Pinto, il quale evidentemente – come noi – univa la passione per il mare a quella per il diritto. Albatros Pinto

Ringrazio Angela Costantino Pinto per l’opportunità e la subacquea ed apneista Elisabetta Franco, non vedente, che mi ha così ben illustrato la didattica dell’Associazione.

E’ un mondo che non conoscevo ed è stata un’esperienza affascinante. E’ difficile scrivere qualcosa su questo tema. Fa riflettere sentirsi raccontare di immersioni in cui il “non vedente” ha riconosciuto ed apprezzato specie marine in un luogo in cui i subacquei “vedenti” non hanno notato nulla (la classica immersione dopo la quale tutti noi, un po’ superficialmente, ci dichiariamo delusi, dicendo “non c’era nulla da vedere”). Ho capito che i veri occhi sono, prima di tutto, quelli della mente e, su questo aspetto, ho avuto come l’impressione di essere io il vero “non vedente”. Spero, prima o poi, di poter fare un’immersione con loro per imparare qualcosa su come si va sott’acqua e su come si osservano le bellezze del mare.

-Fabrizio de Francesco-
Presidente Associazione
“Diritto del Mare”


I DANNI DELLA PESCA INDISCRIMINATA.
SOSTENETE QUELLA COMPATIBILE CON L’AMBIENTE MARINO!

Pubblicato da Fabrizio de Francesco 9/3/2013

Prendiamo spunto da alcuni interessantissimi Post dell’ecologo marino Giuseppe Notarbartolo di Sciara, usciti tempo fa sul suo Blog sul sito ilfattoquotidiano.it (per leggere gli articoli: clicca qui), nei quali si affrontavano i danni causati all’ambiente dalla pesca indiscriminata; soprattutto da quella oceanica.

E’ noto che le grandi flotte oceaniche dei paesi maggiormente industrializzati causano gravissimi danni all’ambiente, sterminando enormi quantità di pesce ed incidendo gravemente sulle rotte migratorie, col serio rischio di esaurire le risorse alimentari garantite all’uomo, da millenni, dall’ambiente marino.

E’ molto difficile per i consumatori italiani scegliere prodotti ittici pescati in modi rispettosi dell’ecosistema marino. Eppure sarebbe importantissimo aumentare l’informazione e la sensibilizzazione dei consumatori sulla necessità di acquistare responsabilmente un prodotto alimentare proveniente dal mare.
Ci sembra dunque importante ricordare che esistono alcune organizzazioni senza fini di lucro che certificano i prodotti del mare pescati in maniera eco-sostenibile.

La più nota è probabilmente “Friend of the Sea” che certifica alcuni prodotti – reperibili nella maggior parte dei nostri supermercati – col marchio che trovate qui a fianco. friend-of-the-sea

Esiste anche il “Marine Stewardship Council” ma la sua presenza è più rara.

Come ha osservato Giuseppe Notarbartolo di Sciara negli articoli che abbiamo citato all’inizio: “Chi acquista un prodotto etichettato con uno di questi marchi non solo può sentirsi nella ragionevole certezza che tale prodotto è stato prelevato dal mare sostenibilmente, ma può essere anche consapevole del fatto che con il suo acquisto sta premiando un produttore che per senso di responsabilità probabilmente si è sobbarcato costi di produzione meno competitivi”.